Oggi su un gruppo sul disegno ho postato questa citazione di Norman Rockwell, dicendo di trovarmi d'accordo e di ritenere un po' di conforto e un po' una condanna il fatto che anche uno dei più grandi maestri dell'illustrazione si trovasse in questa condizione:
No picture ever really satisfies me. If you become satisfied with your work, you are through!
I dream that every picture I start is going to be a wonderful one. In my mind it has infinite
possibilities, but as I go on painting and am forced to face realities,
the dream begins to fade, and I realize that it is going to be just another picture. (Norman Rockwell)A me sembra normale, quando si inzia un disegno e' nella sua fase di massima potenzialità, si vede in delle linee abbozzate tutto ciò che quell'immagine potrebbe essere... Man mano che ci si lavora si congela ciò che e' in potenza in una realtà, e quasi sempre e' una delusione.
Riporto un'altro post sull'argomento, in cui mi ritrovo perfettamente: [fonte:
link ]
I always want to create the best painting of my life every time I start thumb sketching a new piece.
Needless to say, this raises the bar a bit, and, needless to say, it seldom happens.
But my point is, I try to make it happen. My wife hates when I say it. Usually this scene plays out when I come home from a day of sketching, the painting still in its infancy and the thumb so unclear that it could be anything, but none the less I have a great feeling about it and blurt out: “I think this will be my best painting ever”. That is when my wife sighs, knowing full well that I will be back the next day, moody as hell, tormented with insecurity and self loathing, like a helpless child, at how unable I am to reach that formidable picture I had in my head from the thumb the day before.
It is a bumpy road.
It is rollercoaster of ups and mostly downs, but in the end it is worth the struggle.
When a painting does succeed and when it is better than anything I have ever done before, it is worth every drop of salty tears and thrashed sketches. The feeling you get from taking a step up the ladder of skill or achievement is the best.
But it only happens approximately 3 times a year. Mostly the result is just decent.
Just decent doesn´t teach you anything. It is not worse or better than the last piece. Just decent is OK. But having set out to do The Best Ever, the just decent is a major disappointment.
Still, disappointments make me want to try even harder next time. “THIS will be the best ever...”
and there we go again.Molte persone vorrebbero saper disegnare per la soddisfazione di aver fatto un disegno carino... Ma disegnare non e' questo, a mio parere: e' fare per la maggior parte disegni che non ci piacciono e continuare comunque a cercare di migliorarsi. Ho detto questo: spesso non amo i risultati che ottengo, io amo visceralmente disegnare, non importa cosa e non importa in che modo. Non importa neppure se il disegno e' venuto bene o no, alla fine. E' l'atto del creare che mi da assuefazione. A me sembra normale, ma sono stata criticata per questo. Mi e' stato detto che non posso non amare in egual modo il risultato. Trovarmi criticata una cosa che trovo normale mi ha fatto riflettere, perciò invece di intasare il gruppo con una discussione sterile (in fin dei conti ognuno vive il disegno a modo suo, non e' che ci possa essere un dialogo costruttivo sull'argomento!), mi sono ricordata che ho qua un posticino mio dove appuntare i miei pensieri.
Un po' come uno scrittore che non può leggere un libro con l'incoscienza di chi non sa nulla di scrittura, un po' come un musicista che non riesce a fare a meno di notare le carenze dei brani che il grande pubblico ritiene orecchiabili, io non posso guardare un'immagine e dire solo "fikoooo". Per me guardare un'immagine vuol dire analizzarla, aprirla, smontarla, capirla, cercare di scoprirne i punti deboli e dove può essere migliorata. Un'operazione del genere e' fredda e credule, e non lascia spazio all'amore. Soprattutto nei confronti dei miei disegni. Ovviamente c'e dell'affezione, e dell'orgoglio. Tengo anche i disegni sulle tovagliette di carta in pausa pranzo, e sono orgogliosa del percorso che ho fatto finora e dei disegni che lo dimostrano, non li mostrerei online e tantomeno cercherei di pubblicarli, altrimenti. Ma come posso concedere loro un sentimento così cieco e autocompiacente come l'amore, se il mio desiderio e' passare oltre e migliorarli? (io amo il mio ragazzo, il che vuol dire che NON lo voglio migliorare, no?) E se per far questo serve ancora più crudeltà e freddezza, dato che sono parte di me? Amo disegnare, ma non posso permettermi di amare i miei disegni. Soprattutto quelli di cui sono soddisfatta: li rispetto, come nemici onorevoli; creandoli ho imparato tanto e sono diventata più forte (ed e' questo, più del risultato, che per me davvero conta), sara' dura ma dovrò riuscire a batterli.